tutte le storie sono storie d'amore
quasi tutto quello che c'è scritto in questo posto è dedicato a persone che non esistono o che sono molto lontane. avvicinati.
mezzo inverno

Quella volta che siamo andati a giocare coi colli dei cigni piegati non erano i colli bolognesi ma  le montagne che davano sangue invece di dare vino.

Quella notte lì, quella notte, la notte dopo, la notte dopo qualcosa di importante, quella notte dove non riesci ad essere contento per le persone che ami e vorresti strapparti la pelle di dosso e dirgli che ti dispiace, quella notte dove confondi la manopola del gas con l’accendino, quella dove sbagli a mettere le dita, quella in cui “una donna non è una presa per la lampadina”, quella notte che sei tornato con le bottiglie rotte e i cocci tutti i mano che ti avevano ferito le dita, quella volta che mi hai detto che avevi deciso di farti curare. Quella notte che abbiamo giocato coi colli dei cigni e le colline bolognesi non davano vino ma sangue, avevamo venduto al mercato i tuoi occhi perché aveva senso, perché era la cosa migliore che potesse capitarci. Mi hai mandato quella foto di te al mare seduto sulla sdraio a righe dove non sorridevi. 

La felicità è un monolocale, un pentolino sul fuoco, la pioggia della mia città e i vetri di un vecchio appartamento non rimodernato. Penso che se ci trasferissmo in un posto dove nel raggio di tre metri c’è il videonoleggio, rischieremmo di essere felici tutta la vita. Comunque, mi hai detto, vivere in un monolocale fa schifo, poi quando si cucina rimane la puzza di fumo, i respiri di tutti, poi quando vuoi stare da solo non ci riesci mai.