Eri tu eri tu quella a cui non si scompigliavano mai i capelli e che non doveva preoccuparsi, eri tu quella dai capelli corti, eri tu quella dalle gonne leggere. Eri tu che facevi il piccolo chimico con le pozioni magiche dei nostri mai, eri tu quella che scendeva dai treni, eri tu quella che non abbracciava. Eri tu quella che non aveva niente da dare, da dire, da perdonare. Eri tu che non chiedevi mai scusa.
Eri tu che camminavi per Via Roma con un cestino di trote nella manica e tanti sassi per coprire le fessure; tu - quella che si faceva sempre attendere, tu: quella che non aveva visto il museo archeologico in piazzetta. Eri tu che rendevi un inferno le mie nottate, eri tu coi capelli sul cuscino. In fondo eri sempre tu, mentre ti cercavo; era il tuo nome quello che non mi tornava mai.