tutte le storie sono storie d'amore
quasi tutto quello che c'è scritto in questo posto è dedicato a persone che non esistono o che sono molto lontane. avvicinati.
liberata

Olio sui tuoi capelli di tutti i cetrioli che abbiamo mangiato, di questo sangue che scorre, piano, di queste preghiere fitte fitte, di queste piccole paure: topolini che corrono.

Domenica invece di andare a messa guardavo la tua bocca molto seria che solo per qualche momento faceva finta di sbagliare, e quando sbagliavi davvero ti mettevi a ridere e mi sentivo a disagio per il tuo orecchino, per la tua ferraglia, per le cose che avevi addosso, per i discorsi che non avevamo fatto. Dio ti benedica le labbra e tutte le promesse di fango che hanno sputato, dio ti regali i chiodi e i martelli per ferire, come una croce di legno che prosegue dai tuoi capelli, piano.

Sovversivi capelli, capelli che non saremo, capelli sciolti di tutto l’inverno che e appena passato e della primavera che intaccheremo coi residui delle cose che ci tiriamo dietro, e prendimi ancora i gomiti e fatti di nuovo crescere i baffi, fatti sarto, falegname, peccatore, fatti ancora vivo nelle mie ginocchia, nel sangue, nella bocca, nella chiesa dei denti come tanti fraticelli contenti che quando ci siam baciati recitavano i canti gregoriani al contrario - per dire, per dire tutte le parole, per le letture e le traduzioni, e torquato tasso imprigionato e le altre celle dei tuoi silenzi pagani. libera ancora gerusalemme dal vestito, fammi morire per colpa della tua mano.