il giardino è pieno di rose e ti piacerebbe, come non piacerebbe al glicine essere tagliato e al toperello essere avvelenato per aver osato sentire quale fosse il sapore dell’acqua. ho imparato dieci cose dell’amore, la prima è che non serve, la seconda che non ci piace. la terza, forse, te la dico dopo.
ogni tanto mi succedono ancora cose che non ci si crede. ci incontriamo per caso e alla fine della fiera non sappiamo come dirci addio, non si trovano le parole, nemmeno a cercarle nelle tasche: penso non sia giusto, dopo tutto quel che abbiamo fatto al vocabolario. ma questo è il tenore della storia, il tenore della cosa.
è il tenore, vero? visto che dopo i primi dieci minuti non mi amavi già più e mentre parlavi cercavi un modo per giustificarti come fanno le idee a morire come i topi. comunque il tuo sguardo mentre cercavo di pagare il mio trancio di pizza, non me lo toglierà nessuno. (la terza è che ruba energie, la quarta che mette pressione.)
l’amore è un’urgenza come questa rosa, è un cane che rimanda il giorno santo per morire, è il tuo paese e le campane che suonano quando esci tu, i tetti delle case e la punta di tutti gli alberi di questa nazione - l’amore è le cose, nelle cose, per le cose, allegramente e limonamente, nel senso di limone; l’amore è un limone aspro non-so-se-ti-apro, non so-se questa sera ti amerò. vorrei giocare ancora a campana. (la quinta è che porta da qualche parte, la sesta che ti lascia lì.)
e quindi ego te absolvo dal non avermi amato, dal tenore (basso) delle tue ultime conversazioni, dall’asprezza del giudizio della tua prima impressione, dalla tua incapacità di distinguere. se tu avessi una bicicletta, stanotte verrei per toglierle i freni, per bucarti le ruote. stanotte, mentre parliamo, le ciliegie diventano più rosse come il tuo cuore appeso ai fili per asciugare. fai il bucato al tuo cuore bucato, come le gomme di quella bicicletta arrugginita di cui parlavo. (la settima dice che non bisognerebbe mai andare verso l’amore. l’ottava che è inevitabile.)
la ballata dei dieci motivi per non amare è infilata in mezzo ai tuoi capelli legati, seminata come la disperazione ai tuoi piedi. lascia germogliare i semini come meglio credi, inventati tu gli ultimi due motivi per cui non ci siamo amati.
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